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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Cosa fare quando esce cattivo odore dal condizionatore - Climamarket
21/02/23

Cosa fare quando esce cattivo odore dal condizionatore

Il cattivo odore dal condizionatore potrebbe essere dovuto a diversi problemi. Scopri le cause più comuni e come rimediare sul blog di Climamarket.   Con l'arrivo del caldo, e con l'avvicinarsi della stagione estiva, sono in molti ad affidarsi al condizionatore per trovare un po' di refrigerio e riportare il clima domestico ad una temperatura più confortevole. Potrebbe però accadere, soprattutto dopo l’inutilizzo invernale, che una volta messo in funzione fuoriesca del cattivo odore dal condizionatore, forte, fastidioso e potenzialmente nocivo per la nostra salute. Se l'aria che esce dall'apparecchio è viziata, è probabile che qualcosa non stia funzionando come dovrebbe, e che il nostro prezioso climatizzatore nasconda qualche danno più grave. In questa guida, assieme agli esperti Climamarket, vedremo allora quali sono tutte le possibili cause di questo problema e come eliminare il cattivo odore dal condizionatore in qualsiasi tipo di scenario. Perché il condizionatore emana cattivo odore? Quando nell'aria sentiamo del cattivo odore all'accensione del condizionatore, è cosa certa che il dispositivo stia riscontrando qualche problema. Solitamente, il cattivo odore del condizionatore è dato da due fattori principali: il primo non è altro che l'accumulo di sporco nei pressi dei filtri dell'aria, mentre il secondo è legato all'accumulo di condensa nello split. Come accade quando il condizionatore perde acqua, comprendere le cause è dunque fondamentale per capire come eliminare cattivo odore dal condizionatore e per risolvere ogni tipo di malfunzionamento dell'apparecchio. In quest'ottica, dobbiamo fare attenzione al tipo di odore che si sente nell'aria: questo fattore è infatti determinante per individuarne la causa e di conseguenza una rapida soluzione fai da te o l'intervento di un tecnico specializzato. Vediamo tutte le tipologie di cattivi odori dei condizionatori, assieme ai rimedi più indicati. Il condizionatore puzza di fogna Questo odore sgradevole è spesso dovuto a un'ostruzione del tubo di scarico della condensa. L'acqua stagnante all'interno del tubo favorisce la proliferazione di batteri e funghi, causando il tipico odore di fogna. Il condizionatore puzza di muffa Muffa e funghi possono svilupparsi all'interno del condizionatore, in particolare nella vaschetta di raccolta della condensa o nei filtri, se l'umidità è elevata. Questo causa un odore pungente e stantio. In uno scenario di questo tipo, l'unica cosa da fare è pulire regolarmente il condizionatore, così da impedire alla muffa di formarsi e di emanare il suo olezzo caratteristico. Il condizionatore puzza di chiuso Se il condizionatore emana un odore di chiuso, simile a quello di polvere stagnante, la causa è da ricercarsi nei filtri aria intasati da sporco e polvere. L'aria che passa attraverso i filtri sporchi non viene purificata correttamente, causando l'odore sgradevole. Per evitare questa situazione si dovrebbe pulire regolarmente i filtri e la ventola del condizionatore. Il condizionatore puzza di marcio Un odore di marcio proveniente dal condizionatore può indicare la presenza di batteri o muffe nella vaschetta di raccolta della condensa. Se l'acqua non viene drenata correttamente, ristagna e favorisce la proliferazione di microrganismi che causano l'odore sgradevole. Il condizionatore puzza di gas In casi rari, un odore di gas proveniente dal condizionatore può indicare una fuga di refrigerante. Il gas refrigerante ha un odore pungente e fastidioso ed è importante spegnere immediatamente il condizionatore e contattare un professionista per la riparazione, così da evitare danni al motore dell'apparecchio o ad altri componenti. In questo caso, è infatti arrivato il momento di ricaricare il freon, vale a dire il gas refrigerante che è necessario al raffreddamento dell’apparecchio Il condizionatore puzza di aceto Se hai recentemente pulito il condizionatore con aceto o altri prodotti a base acida, l'odore residuo potrebbe essere percepito come sgradevole. In questo caso, l'odore dovrebbe svanire da solo entro breve tempo. Come eliminare il cattivo odore dal condizionatore Per eliminare il cattivo odore dal condizionatore è necessario individuare la causa e agire di conseguenza: Pulire il tubo di scarico della condensa: Per eliminare l'odore di fogna, è necessario pulire il tubo di scarico della condensa per liberarlo da eventuali ostruzioni. Consulta il manuale del tuo condizionatore per individuare il tubo di scarico e le istruzioni per la pulizia. Pulire la vaschetta di raccolta della condensa: Svuota e pulisci regolarmente la vaschetta di raccolta della condensa per evitare la proliferazione di batteri e muffe. Elimina lo sporco e la condensa stagnante e disinfetta la vaschetta con un prodotto antibatterico. Pulire i filtri aria: I filtri aria vanno puliti regolarmente, in base alla frequenza di utilizzo del condizionatore. Consulta il manuale del tuo condizionatore per le istruzioni su come rimuovere e pulire i filtri. Usare un prodotto deumidificante: Se il problema è dovuto all'umidità elevata, puoi utilizzare un deumidificante per ridurre il livello di umidità nell'ambiente e prevenire la formazione di muffa nel condizionatore. Contattare un professionista: Se il cattivo odore persiste o se hai dubbi sulla causa del problema, è consigliabile contattare un professionista qualificato per un'analisi e un intervento di manutenzione del condizionatore. Seguendo questi consigli potrai eliminare il cattivo odore del tuo condizionatore e goderti aria fresca e pulita durante tutta la stagione estiva.

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Differenze tra solare termico e fotovoltaico - Climamarket
14/02/23

Differenze tra solare termico e fotovoltaico

Pur utilizzando la stessa energia pulita, esiste una differenza tra impianto solare termico e fotovoltaico. Scopri tutti i dettagli con gli esperti Climamarket.   In un periodo di necessaria rivoluzione energetica, si guarda con ancora più interesse alla luce del sole. Si tratta infatti di una fonte di energia pulita, inesauribile e gratuita, e che può essere utilizzata per riscaldare la nostra casa andando contemporaneamente ad abbattere i costi in bolletta e l'impatto sull'ambiente. Non a caso sono sempre di più le famiglie italiane che scelgono di installare un impianto solare, preservando portafogli e ecosostenibilità. Nonostante la diffusione sempre più capillare, molto spesso impianto solare termico e fotovoltaico vengono confusi, e i due termini utilizzati come sinonimi. In realtà, sono due tecnologie differenti tra loro, ma anche complementari, perché ci consentono di sfruttare la luce del sole per autoprodurre energia elettrica e riscaldare acqua ad uso sanitario. Vediamo allora la differenza tra solare termico e fotovoltaico, analizzando tutti i vantaggi di entrambi gli impianti con i professionisti Climamarket. La differenza tra impianto solare termico e fotovoltaico Sia gli impianti solari termici che quelli fotovoltaici, come già detto, sfruttano l'energia solare come fonte di energia inesauribile e pulita. Lo fanno però a fini molto differenti, pur con la stessa mentalità green: la tecnologia che sta dietro i pannelli solari termici riesce infatti a utilizzare i raggi solari per riscaldare l'acqua destinata all'uso sanitario e all'impianto di riscaldamento; i pannelli fotovoltaici, al contrario, vanno a convertire le radiazioni solari in energia elettrica, senza l'aiuto di combustibili - e di conseguenza senza l'emissione di anidride carbonica nell'aria. Rispetto ai pannelli solari termici, i pannelli fotovoltaici sono più leggeri, ma occupano decisamente più spazio. Generalmente, per realizzare un tradizionale impianto domestico da 3 kWh con pannelli fotovoltaici da 300 Wp, sul nostro tetto è necessaria una superficie di circa 17 metri quadri. Anche l'investimento, tra costi di acquisto e installazione del fotovoltaico, risulta più alto, per quanto i vantaggi in termini di risparmio e di impatto ambientale restino significativi. Con un investimento economico contenuto e con poco spazio a disposizione - bastano appena 2 metri quadri! -, i pannelli solari termici possono aiutare a provvedere al fabbisogno di acqua calda di una famiglia media. Si stima che un metro quadro di pannello solare termico possa scaldare a 45-60 gradi tra i 40 e i 300 litri d'acqua in un giorno, naturalmente a seconda dell'efficienza dell'impianto scelto. A prescindere dalla differenza tra solare termico e fotovoltaico, si tratta comunque di impianti orientati all'ecosostenibilità, e che nel lungo periodo permettono di affrontare con più serenità gli attuali aumenti che stanno interessando il costo dell'energia e le forniture di gas. Ognuno presenta però vantaggi peculiari, che esploreremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi. I vantaggi di un impianto fotovoltaico Un impianto fotovoltaico ci consente di produrre in completa autonomia la nostra energia elettrica pulita, e direttamente a casa. Associandoci in sistema di accumulo, potremo anche immagazzinare l'energia in una batteria, che va ad essere rilasciata di notte, quando c'è maltempo o comunque tutte le volte che i pannelli non possono produrre. Installarne uno per la nostra abitazione, significa essere meno soggetti alle oscillazioni del mercato energetico, andando contemporaneamente a ridurre drasticamente i costi associati alla bolletta elettrica, e senza inquinare. Con l'accumulo, poi, riusciremo a coprire l'80 % del fabbisogno energetico di un'intera giornata, migliorando l'efficienza energetica della casa e di riflesso il suo valore immobiliare. I vantaggi di un impianto solare termico Con un impianto solare termico, anche di piccole dimensioni, possiamo produrre acqua calda sanitaria per tutta la famiglia, ma solo nelle giornate di sole. L'impianto funziona quindi senza consumare energia, permettendoci di spegnere la caldaia durante l'estate o comunque di ridurne il carico di lavoro nella stagione invernale. Tra gli altri vantaggi specifici del solare termico, segnaliamo la possibilità di risparmiare almeno il 50% sui costi per riscaldare l'acqua, e l'abbattimento di emissioni di CO2 nell’atmosfera. Esistono però dei limiti legati alla stessa natura dell'impianto: considerando che funziona con l'energia solare, che non è costante, non può coprire l'intero fabbisogno e va integrato a una normale caldaia. Incentivi fiscali per pannelli solari e fotovoltaici Fissata la differenza tra impianto solare termico e fotovoltaico, possiamo infine concentrarci sugli incentivi fiscali legati a questa scelta green. Nel 2023 ci sono due tipologie di incentivi per l'installazione dei pannelli fotovoltaici. La prima è la detrazione IRPEF delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione dell'impianto fotovoltaico. La seconda è l'ecobonus al 90% - nel 2023 l'aliquota è stata ridotta dal 110% al 90% - per impianti fotovoltaici e batterie di accumulo. Che vi sia un intervento di sostituzione o una nuova installazione, l'acquisto di pannelli solari con sconto in fattura su Climamarket è una grande opportunità per rendere la propria casa altamente confortevole a prezzi estremamente vantaggiosi. In più, è possibile accedere allo sconto immediato in fattura anche pagando a rate la spesa grazie a Findomestic. Con la firma digitale la richiesta è 100% online, e basterà inserire il prodotto con sconto in fattura nel carrello, scegliendo come metodo di pagamento Paga a rate con Findomestic.  

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I rumori della caldaia: come riconoscerli - Climamarket
07/02/23

I rumori della caldaia: come riconoscerli

La tua caldaia fa rumore? Ecco tutti i consigli degli esperti Climamarket per riconoscere malfunzionamenti e intervenire subito. La caldaia è un elemento indispensabile in molte delle nostre case, soprattutto durante la stagione invernale. Viene infatti impiegata per riscaldare gli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria, per lavarci e fare le pulizie. Proprio per questo, è importante prendercene cura con una corretta manutenzione periodica, andando pure a controllare eventuali malfunzionamenti dell'impianto. Molto spesso, è la stessa macchina a "comunicare" con noi che qualcosa non sta funzionando nel modo giusto. E non ci riferiamo solo a tutti quegli utili segnali di cui sono dotati i migliori modelli di ultima generazione - come quelli proposti nell'ampio catalogo online di Climamarket -, ma anche a quei rumori che in alcuni casi sono sintomo di un problema che potrebbe portare al blocco della caldaia stessa. In questa guida, vedremo allora perché la caldaia fa rumore, esaminando insieme i possibili scenari, e quando dover preoccuparsi per poter intervenire tempestivamente. La caldaia fa rumore: tutte le possibili cause Come già detto, la caldaia è il vero e proprio cuore pulsante della casa, perché produce acqua calda e alimenta la rete del riscaldamento. Ragion per cui è importante chiedersi perché la caldaia fa rumore in modo anomalo durante il funzionamento o all'accensione. Non solo, prendersene adeguatamente cura è fondamentale anche per la nostra sicurezza: la caldaia è infatti collegata alla rete del gas, ed è quindi consigliabile la massima prudenza nella gestione delle manutenzioni. Generalmente, una caldaia che fa rumore sta ad indicare cinque tipologie di problemi differenti, proprio in base al tipo di "suono" emesso dal generatore. Si tratta di rumori sintomatici per cui è possibile trovare una soluzione, per quanto sia quasi sempre consigliabile l'intervento di un tecnico specializzato, soprattutto se non si hanno reali competenze con soluzioni fai da te. La caldaia fa un rumore tipo fischio Se la caldaia fa rumore quando si accende, emettendo un rumore continuo molto simile a un fischio, allora è molto probabile che dipenda dal flusso del gas e che l'ugello di uscita del gas, in corrispondenza del bruciatore, abbia bisogno di essere registrato. La valvola gas della caldaia è tarata per lavorare su un minimo e un massimo; quando il minimo è troppo basso produce il caratteristico fischio della caldaia, e dovremo ritirare la valvola del gas con l'apposita chiave di regolazione. In più, controlliamo lo stato degli ugelli sul bruciatore, perché se troppo sporchi riducono il passaggio di gas. Caldaia che fa rumore tipo bollitore Una volta accesa la caldaia e passato qualche minuto, questa inizia ad emettere un rumore che ricorda quello di un bollitore? In questo caso non ci sono dubbi: lo scambiatore di calore - vale a dire la serpentina - è intasata di calcare. Con il passare del tempo, e in caso di acqua molto dura, succede che il calcare va ad intasare il passaggio dell'acqua depositandosi nei canali; in questo modo, l'acqua si riscalda dentro la caldaia e non riesce ad uscire, proprio come accade in un bollitore. In questo caso, è preferibile contattare un professionista che controllerà il circolatore dell’acqua e la presenza di eventuali ostruzioni, e procederà con un lavaggio dello scambiatore e dell’impianto, o deciderà di sostituire lo scambiatore primario. Rumore della caldaia metallico Perché la caldaia fa un rumore metallico? In questo scenario, è possibile che ci siano dei problemi con l'estrattore dei fumi da combustione. Con gli anni e l'usura, la ventola potrebbe essersi allentata o danneggiata, andando a toccare altri componenti metallici una volta in funzione. Non resta quindi che contattare l'assistenza per intervenire sulla ventola o per la sostituzione del motorino che la fa girare, evitando il blocco della caldaia. La caldaia fa un rumore tipo scoppio Quando il rumore della caldaia ricorda uno scoppio sordo e secco, allora il malfunzionamento potrebbe essere dovuto ad un ritardo tra l'uscita del gas e il bruciatore. Internamente la caldaia si riempie di gas, e con l'accensione questo brucia tutto insieme, provocando proprio questa tipologia di rumore. Si tratta di un problema che comporta un rischio maggiore, ed è dunque bene intervenire tempestivamente spegnendo la caldaia e contattando un tecnico specializzato. La caldaia fa rumore anche da spenta Il rumore della caldaia potrebbe infine verificarsi anche quando questa è spenta. Ciò solitamente sta a significare che la scheda elettronica riceve segnali sbagliati da uno più componenti, andandosi ad attivare quando è appunto spenta. Anche in questo caso, trattandosi di un problema di non facile risoluzione, è preferibile rivolgersi ad un tecnico specializzato per capire qual è il componente che sta causando un falso contatto.

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